L’ Amore,in teoria.
Regia di: Luca Lucini
Musiche di: Andrea Cotroneo
Fin dai tempi del liceo il 22enne Leone, laureando in filosofia, è innamorato di Carola, che invece non se lo fila per niente, ma non disdegna di chiedergli continuamente favori: l’ultimo dei quali costa a Leone una condanna ai lavori socialmente utili, ed è lì il ragazzo che incontra Flor, un’attivista fricchettona che lo prende in simpatia. Leone è insicuro, impacciato, e parla spesso da solo, da quando sua madre è mancata: ad ascoltarlo, anche senza il suo assenso, sono il padre Giorgio, che non sa come supplire alla mancanza della moglie, un senzatetto che sembra capire al volo i problemi del ragazzo, anche se tende a metterli in ridicolo, e un terzetto di compagni di università, ognuno con le proprie problematiche da risolvere. Riuscirà Leone a far onore al suo nome, o rimarrà il gattino spaventato di cui Carola si è approfittata per anni, e che sembra chiedere sempre “scusate se esisto”?
L’amore, in teoria è una commedia romantica di impianto tradizionale ma con uno spin contemporaneo, anche perché alla fine (e giustamente solo alla fine) la parabola di Leone si collega esplicitamente a quella della sua generazione.
Ed è una commedia che, senza inutili vezzi autoriali, mostra “la giusta cura” verso il suo genere: buona scrittura (il soggetto è di Gennaro Nunziante, la sceneggiatura di Amina Grenci e Teresa Fraioli), una regia (di Luca Lucini) che non si perde in lungaggini ma presta attenzione ai dettagli, un montaggio (di Luca Angeleri) che dà ritmo alla narrazione, e una direzione degli attori che armonizza il cast e tira fuori il meglio da ognuno: in particolare dal sempre affidabile Francesco Colella nei panni del padre tenero e smarrito, e da Francesco Salvi (il senzatetto di cui conosciamo solo il tipico cognome lùmbard, Meda) in un gradito ritorno, che dimostra come la padronanza dei tempi recitativi sia un dono dei comici di razza. Anche le due co-protagoniste, Caterina De Angelis nel ruolo di Carola e Martina Gatti in quello di Flor, rendono giustizia ai loro personaggi.
Ma il film appartiene a Nicolas Maupas, su cui il regista Luca Lucini fa un’operazione già testata su Riccardo Scamarcio in L’uomo perfetto e Luca Argentero in Solo un padre: ovvero ricollocare attori di una bellezza sfacciata in ruoli di uomini “difettosi”. Il casting dell’altrettanto bellissimo Maupas in L’amore, in teoria è il principale ostacolo alla credibilità della storia, che vede Leone ancora vergine a 22 anni, ma Lucini, che inserisce qua e là qualche battuta proprio per sottolineare questa incongruenza, lavora per estrarre dal suo protagonista caratteristiche di sfiducia nelle proprie possibilità che rendono (quasi) comprensibile il suo autoinflitto celibato.
E Maupas risponde con la sua interpretazione finora più sfaccettata, facendosi portavoce di una generazione fragile che però, come dice una frase di Spinoza all’inizio del film, non piange sulla propria storia, ma in qualche modo combatte. Le interviste in bianco e nero ai suoi coetanei che scansionano il racconto sono il coro delfico che accompagna Leone lungo il suo viaggio dell’eroe (improbabile).(mymovies.it)
Cast: Nicolas Maupas , Francesco Salvi.
Aspetto Artistico
Regista: Luca Lucini
Musiche di: Andrea Cotroneo
Orchestrate da: Andrea Cotroneo
Editore: Indiana Production
Orchestra: Roma Film Orchestra
Orchestra Contractor: Digital Records S.r.l.
Orchestra Coordinator: Angelo Giovagnoli
Aspetto Tecnico
Tecnico del Suono: Goffredo Gibellini
Assistenti: Gianluca Porelli Giuseppe Corradino
Studio di Registrazione: Digital Records - Roma
Organico: 01 Clarinetto 01 Pianoforte 01 Chitarra 01 Contrabbasso 01 Violoncello 01 Secondo Violino 01 Viola 01 Primo Violino
Fotogallery:
- Andrea Cotroneo e Goffredo Gibellini in Regia A
- Giuseppe Corradino e Andrea Cotroneo in Studiobox 1
- Il Primo Violino Elisa Papandrea
- Il Secondo Violino Eunice Cangianiello
- La Viola Nico Ciricugno
- Il Violoncello Luca Pincini
- Il Clarinetto Simone Salza
- Il Pianoforte Rossano Baldini
- La Chitarra Luca Nostro








