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Perlificat

Musiche di: Michele Salvemini

“Orbit Orbit” è il nono album di studio di Caparezza, pubblicato quattro anni abbondanti dopo “Exuvia” (2021), che forse fu l’approdo a una nuova, completa maturità nella scrittura grazie a un efficace equilibrio tra le varie anime del suo atipico approccio all’hip-hop. Dalla cosiddetta scena il rapper è stato bistrattato ai tempi di MikiMix e così, anche dopo il cambio di nome d’arte e di stile, ha tenuto sempre un piede fuori, aperto alla contaminazione da mondi differenti e più o meno paralleli. Per esempio, in “Museica” (2014) si ispirò ai capolavori dell’arte figurativa. Qui si rivolge al mondo del fumetto, una sua grande passione.
È il terzo album che, pur con tutti gli innesti e cambi creativi del caso, possiamo considerare autobiografico: dopo che “Prisoner 709” aveva introdotto gli ascoltatori alla crisi creativa e personale, dovuta anche ai problemi di acufene, e dopo che “Exuvia” aveva individuato una via d’uscita da questo periodo di angoscia e difficoltà, “Orbit Orbit” descrive un altro modo per superare ulteriori problemi di salute, in questo caso un indebolimento dell’udito chiamato ipoacusia: attraverso l’immaginazione e, appunto, i fumetti.
Inizialmente “Orbit Orbit” avrebbe dovuto essere solo una colonna sonora per la lettura del graphic novel omonimo, poi si è evoluto in un album complementare al fumetto, con 14 canzoni in 61 minuti. La lettura è consigliata per meglio comprendere le idee che stanno alla base dell’intero progetto e apprezzare i rimandi intrecciati.
Non è la prima volta che Caparezza, che ha sempre richiesto un approccio molto approfondito ai suoi ascoltatori, associa un album a una pubblicazione da leggere: accadde già nel 2008 con “Le dimensioni del mio caos”, primo libro a sua firma che conteneva una trasposizione in fonoromanzo dell’album. Questo volta il graphic novel, andato immediatamente sold-out nei giorni di presentazione alla fiera del fumetto “Lucca Comics & Games”, sembra avere un legame molto più forte con il prodotto musicale.
Il viaggio dell’immaginazione: un “vecchio” cosmonaufrago riscopre il pathos
La fuga che concludeva “Exuvia” è il punto di partenza per “Fluttuo, orbito”, che introduce anche la forte componente elettronica dell’album, dove sono frequenti i synth ed è chiara l’ispirazione di artisti come Kraftwerk o Vangelis, ma anche quella della grandeur di Hans Zimmer.
È, dichiaratamente, un Caparezza che rimane fuori dal presente, dal politico, dal quotidiano per osservare tutto con gli occhi dell’immaginazione, fluttuando senza gravità. Il viaggio cosmico come contesto di libertà e scoperta, ma non privo di difficoltà inaspettate: le idee sono evanescenti, dubbiose, ossessive (“Il pianeta delle idee”), una nuova prigionia a cui sottrarsi attraverso una spinta verso il nuovo (“Io sono il viaggio”).Con i tipici testi densi di riferimenti più o meno pop, qua sbilanciati verso il mondo dei fumetti, costruisce con i primi brani la cornice di senso dell’opera.
La veste musicale di questa prima sezione, però, non sembra all’altezza: l’idea di trasporre in musica il viaggio cosmico utilizzando vocoder, arpeggiatori e synth è un cliché. Non aiutano i ritornelli non particolarmente efficaci, nonché un canto che non è stato mai il suo forte e che qua è utilizzato forse con fin troppo slancio.Meglio quando Caparezza unisce ai synth uno stile teatrale e cinematografico in “Darktar”, con ritornello in coro e finale che rimanda al jazz da big band della Fire! Orchestra: si riscopre un po’ dell’eccentrico cabaret di un tempo, pur ricontestualizzato.
Impossibile non sciogliersi dinanzi alla malinconica dichiarazione d’amore per il fumetto di “A Comic Book Saved My Life”, una nuova canzone a cuore aperto come lo fu “China Town”. Quando racconta del suo dramma personale, con sincerità, si dimostra ancora un fuoriclasse.(ondarock.it)

Aspetto Artistico

Musiche di: Nicola Tescari Michele Salvemini

Dirette da: Nicola Tescari

Orchestrate da: Nicola Tescari

Editore: BMG

Orchestra: Roma Film Orchestra

Orchestra Contractor: Digital Records S.r.l.

Orchestra Coordinator: Angelo Giovagnoli

Assistente Musicale: Giacomo Rendine

Aspetto Tecnico

Tecnici del Suono: Goffredo Gibellini Gianluca Porelli Giuseppe Corradino

Location Recording: Auditorium Parco della Musica

Organico: 12 Violini I 10 Violini II 08 Viole 06 Violoncelli 05 Contrabbassi 03 Corni 03 Tromboni 03 Trombe 02 Fagotti 02 Oboi 02 Flauti 01 Soprano 01 Basso Tuba 01 Clarinetto 01 Clarinetto Basso 01 Controfagotto

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