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La Vita Che Vorrei

Regia di: Giuseppe Piccioni

Musiche di: Michele Fedrigotti

Marzo 2004

Giuseppe Piccioni continua con il suo cinema ben congegnato dal punto di vista narrativo e psicologico, affidato a modi di rappresentazione dinamici e asciutti anche se sempre in grado di suscitare climi intensi e coinvolgenti («Fuori dal mondo», «Luce dei miei occhi»). Come oggi, con «la vita che vorrei» in cui, pur accettando lo schema noto del film nel film, sulla scia di «Effetto notte» di Truffaut, lo ripropone con personalissimi accenti e una fertile autonomia creativa. Al centro due attori. Lui, Stefano, è già arrivato e ha successo, lei, Laura, è quasi agli esordi, però, dopo un provino, le affidano la parte della protagonista in un film in costume ottocentesco, «La vita che vorrei», appunto, parafrasi scoperta della «Signora dalle camelie». Al fianco sin dal momento del provino, ha Stefano che, a causa del suo carattere chiuso e riservato, all’inizio lega poco con lei, esuberante, invece, franca, appassionata. Poi però nasce l’amore che, quasi intrecciandosi con i casi dei personaggi del film, è un’altalena continua di equivoci, di slanci e di gelosie (soprattutto dalla parte di lui); fino al momento in cui, finita la recita, anche nella realtà finirà tutto, sia pure senza che Laura debba morire come il personaggio cui aveva dato volto. E anzi, con una possibilità che si possa ricominciare: grazie a un finale che, con molta abilità, resta aperto. Altrettanta abilità nella costruzione di tutto quanto lo precede. Con i caratteri dei due principali personaggi incisi fortemente e a tutto tondo, con un bel dosato sovrapporsi allusivo delle loro vicende private a quelle della finzione recitata davanti alla macchina da presa. Mentre, attorno, l’ambiente del cinema, le sue contraddizioni e i vari caratteri che lo compongono è ricostruito con colori autentici pur senza finire mai nel bozzetto. Per merito anche di una regia sempre molto precisa nell’alternare climi festosi e dolorosi, ripensamenti e delusioni, calore e gelo. Con immagini di gusto prezioso non solo nei film che si fa, con i suoi opulenti scenari, ma nella realtà di quei protagonisti in cui tutto ha il suo segno e il suo armonico equilibrio visivo.
Come già in «Luce dei miei occhi», ricreano questi protagonisti una splendida Sandra Ceccarelli, tutta impeti ben dosati, e un sempre più felice Luigi Lo Cascio, tutto sottili sfumature; all’insegna dell’interiorità.(Il Tempo)

Cast: Luigi Lo Cascio, Sandra Ceccarelli, Galatea Ranzi, Fabio Camilli, Roberto Citran.

Aspetto Artistico

Musiche di:
Michele Fedrigotti

Regia di:
Giuseppe Piccioni

Editore:
CAM

Orchestra:
Czech National Symphony Orchestra

Orchestra Contractor:
Angelo Giovagnoli

Aspetto Tecnico

Tecnico del Suono:
Goffredo Gibellini

Assistente di Registrazione:
Cenda Kotzman

Assistente di Missaggio:
Gianluca Porelli

Studio di Registrazione:
CNSO – Praga

Studio di Missaggio:
Sonic Recording Studio – Roma

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